1810745 russia m 300x167 Dopo i pezzi di Universo caduti in Russia oggi mi fido molto meno del cielo
Quanto avvenuto in Russia ieri ha evidenziato un problema non di poco conto: il nostro Pianeta è vulnerabile.

Ora, è vero che la “pioggia” di “sassi”  dal “cielo” succede una volta ogni dimissione di Papa ma se le due cose si sono verificate nel giro di pochi giorni l’una dall’altra, allora non bisogna farsi proteggere dalle statistiche del tipo: “È più facile che un meteorite mi colpisca sulla testa piuttosto che mangiare una cozza avariata“.

Anche perché gli scienziati hanno ammesso che un conto è prevedere un asteroide dalle dimensioni tali che possa provocare un “Armageddon“, altro è individuare con anticipo “un pezzetto d’Universo” che si sta scaraventando sulla superficie terrestre.

Un pezzetto che, però, è stato in grado di causare – seppur indirettamente – un migliaio e mezzo di feriti e centinaia di edifici inagibili. E non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se lo sciame “spettacolare” (così come l’hanno definito su varie testate giornalistiche) avesse interessato il centro di Roma, Parigi, Londra o Valguarnera Caropepe. Altro che “spettacolo”, saremmo stati testimoni di un nefando e fatale “Deep Impact”.

Da ciò ne deriva una conseguenza che ai più può sembrare troppo semplicistica. Ma con tutti i milioni di dollari spesi dalla Nasa e compagnia bella, con tutti i “piccioli buttati” in viaggi intercosmici da robot curiosi per scoprire se su pianeti lontani ci sono stati i lombrichi, non si è realizzato ancora un marchingegno che possa individuare anzitempo anche le “pietruzze” che stanno per colpire l’Orbe Terraqueo? Visto che una “pietruzza” potrebbe causare danni ingenti a persone o cose, a prescindere che ciò possa succedere nel 2013 o nel 2113?

E con questi interrogativi passo e chiudo, fidandomi oggi molto meno rispetto a due giorni fa quando alzo lo sguardo al cielo…

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