La politica siciliana è sempre stata anomala. E ciò che sta avvenendo in questi giorni ne è un’ulteriore conferma. Da un lato, infatti, l’accordo tra il Pdl e il Grande Sud, dall’altro quello tra il partito di Silvio Berlusconi e il Movimento per le Autonomie.
Due strette di mano che dovrebbero sorprendere chi guarda la politica dell’Isola con spirito semplice ed ingenuo. Perché non sono affatto lontani gli anatemi lanciati da Gianfranco Micciché e Raffaele Lombardo contro il Popolo delle Libertà. Basta ricordare ciò che è accaduto nel corso del travagliato governo del grammichelese. Prima l’elezione grazie al sostegno dei voti del centrodestra fino ad arrivare all’esecutivo orientato verso il Partito Democratico.
Che dire, poi, degli stessi Lombardo e Micciché, capaci di amarsi follemente e di dirsene di tutti i colori nel giro di un tramonto e di un’alba?
Eppure, ora pare tornato tutto come prima: Lombardo e Micciché insieme, alleati di Silvio Berlusconi. Con il primo che sostiene che senza il Pdl ci sarebbe il rischio di ‘scomparire’.
L’anomalia non è tanto addebitabile al lavoro del furbo Silvio Berlusconi in vista delle elezioni di fine febbraio, perché bisogna coalizzarsi per ottenere più punti percentuali possibili e scranni nelle due Camere. Quanto alla controparte.
Forse è proprio per questo che l’elettore – soprattutto quello di centrodestra – sta vivendo un momento di assoluta confusione identitaria. Perché, osservando le cose dal di fuori, è davvero arduo dare una spiegazione logica e coerente a quanto sta avvenendo. A parte l’ormai acclarata consapevolezza dell’isterismo di certa politica siciliana.





at 15:15
cumannari jè megghiu ca futtiri…..