Ieri – sabato 14 luglio – a Palermo, il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, l’ha sparata grossa: “Gli studenti fuori corso hanno un costo anche in termini sociali. Dobbiamo dare un segnale forte creando le condizioni affinchè i nostri studenti possano seguire con regolarità i corsi e dare gli esami e soprattutto nel caso in cui abbiano un lavoro facciano una scelta: ossia quella del part time”. Il Ministro ha concluso dicendo che:”Il mio invito è alle scuole e alle università perché il non fare è un costo che il Paese non si può più permettere”.
Ma il bello deve ancora arrivare: “I fuori corso all’università esistono solo da noi, bisogna cambiare rotta. All’Italia manca il rispetto delle regole e dei tempi. Credo che la scuola sul rispetto delle regole debba dare un segnale forte. Tra i provvedimenti inseriti all’interno della spending review c’è anche l’aumento delle tasse per quegli studenti che trascorrono all’università molti più anni del necessario”.
Alcune brevi considerazioni:
- Il ministro Profumo dimentica che in Italia non tutti gli studenti universitari possono permettersi di dedicarsi soltanto agli studi universitari. Molti hanno bisogno di lavorare per pagare le tasse ed acquistare i libri. Ed è ovvio che la durata di frequentazione universitaria aumenta perché è minore il tempo che lo studente può dedicare alle preparazioni per gli esami.
- Il ministro Profumo dimentica che in Italia il mercato dell’impiego ai giovani dà soltanto briciole. Spesso gli studenti sono costretti a fare il doppio o il triplo lavoro, lavorando persino la notte pur di proseguire gli studi. Il giovane italiano non è messo in condizioni di scegliere la migliore opportunità lavorativa, soprattutto al Sud, dove impera il precariato con retribuzione spesso ridicola. Al ministro, pertanto, si considera di dare un’occhiata ai dati della disoccupazione giovanile. Se ciò avviene, non è certo per volontà di chi cerca un lavoro (disperatamente).
- Il ministro Profumo dimentica alcuni abomini del passato nell’ambito dell’organizzazione degli studi universitari. Il riferimento è soprattutto al passaggio dal ‘Vecchio’ al ‘Nuovo Ordinamento’, perpetrato dieci anni fa e di cui moltissimi stanno ancora pagando le conseguenze. Perché è stato diminuito il ‘tempo’ dei corsi ma spesso le materie sono rimaste le stesse, sancendo di fatto l’impossibilità di completare il piano di studio nel tempo previsto dall’ordinamento universitario.
- Il ministro Profumo dimentica che già le tasse per gli studenti fuori corso sono alte. Volerle aumentare ancora, significherebbe compromettere ancora di più il percorso di studi.
In conclusione:
- Al ministro Profumo si consiglia vivamente di spostare il problema dallo studente fuori corso (o regolare) alla bassa considerazione che lo Stato ha per l’Università e la Ricerca.





at 14:38
IL MINISTRO PROFUMO HA LE IDEE CONFUSE…… LA PIANTI PERCHE` O NON SA, O FINGE DI NON SAPERE…. E NON SO QUALE DELLE 2 VERITA` SIA PIU` VEROGNOSA……
at 14:43
Non sono d’accordo.
Il sistema universitario italiano produce questa immensa quantita’ di fuoricorso, aumentando la precarieta’ giovanile italiana, perche’ in buona parte si tratta di persone che non costruiscono una professionalita’.
Le regole che rendono la sfida difficile e potenzialmente costosa servono a renderla piu’ impegnativa, piu’ selettiva ma anche meno pericolosa.
I principi di responsabilita’ civile (se sbagli, dovrai renderne conto alla societa’) servono a vivere meglio.
La soluzione di tagliare i fondi alle universita’ con un conteggio dei fuori corso sposta il problema al singolo ateneo e non la condivido molto. Pero’ e’ il sistema che deve fornire regole e sanzioni e anche aiutare quando ci siano le condizioni (ad esempio, lo studente lavoratore deve essere tutelato).
at 14:45
sono un palermitano che vive all’estero e mi rendo conto che il rischio di restare bloccati dietro ai corsi, senza una vera prospettiva di vita, rischio che io ho vissuto per anni (come migliaia di altri studenti), ecco questo rischio qui dove vivo non esiste. I ragazzi che fanno l’universita’ sanno che hanno alcune chances e se le falliscono tutte, devono costruirsi un’altra strada. Questo diminuisce il precariato che per prima cosa e’ una condizione psicologica.
at 16:04
Io da settembre 2012 sarò una studentessa fuoricorso per colpa di un esame a cui vado dietro da 3 anni e con le propedeucità che hanno messo, non posso dare altri esami degli anni successivi. In pratica dovrei pensare già alla tesi di laurea o alle ultime materie, invece devo ancora pensare a materie del primo anno.
Quindi, non è per colpa nostra se siamo fuori corso! Dovrebbero far saltare alcuni professori dal loro posto e dare quel posto a persone più giovani e soprattutto più competenti! Aumentare le tasse per i fuoricorso??? Io già pago 900 € l’anno e sono ancora in corso: quanto dovrò pagare allora? Per avere poi che cosa? Dei professori bastardi che non vedono l’impegno ed i sacrifici degli studenti e delle loro famiglie e che alla prima possibilità, invece di incoraggiarti, ti dicono “Forse dovrebbe rivedere i suoi interessi universitari?”. Quindi il signor Profumo, prima di spararne altre di così grosse, visto che è ministro da poco, dovrebbe fare una ricerca più approfondita riguardo alle Università Statali e capire dove bisogna agire o meno (non quelle private che per fortuna loro hanno già dei fondi propri e lo Stato gli fornisce ancora soldi).
Il primo articolo della Costituzione dice: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”; beh, se qualcuno come certi professori ci impediscono di raggiungere il nostro obiettivo lavorativo, di sicuro non è colpa nostra.
Il terzo articolo poi dice: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”; cominciamo a smantellare un pò nell’ambiente universitario: forse alcuni professori e anche dirigenti non meritano quel posto, soprattutto ad una certa età!!!
State rendendo l’Università statale italiana un vero schifo!!!