No, certe cose non posso mandarle giù. Mentre cenavo ho avuto la sfortuna di sentire le parole del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, intervistato da Paolo Liguori, su TgCom24. Facendo riferimento alla sua rielezione del maggio 2012, Orlando ha detto, in sintesi, di essersi ripresentato perché non poteva sopportare lo stato di degrado in cui versava la città e la sua popolazione. Ma non è andata affatto così. Alle primarie per la scelta del candidato di centrosinistra, Orlando sostenne Rita Borsellino e, durante una famosa conferenza stampa, l'attuale primo cittadino promise questo: https://www.youtube.com/watch?v=yyo1ov0mbFE Rita Borsellino, però, perse le primarie che, invece, furono vinte da Fabrizio Ferrandelli. E

fu proprio per quest'esito che Orlando decise di candidarsi, delegittimando così il voto. Sì, è vero che i palermitani in massa lo hanno votato ma è anche vero che se Orlando avesse accettato il risultato delle primarie (così come eticamente avrebbe dovuto fare), adesso il sindaco sarebbe il suo ex pupillo che gli fece lo sfregio di volere proporsi in prima persona. Orlando, insomma, stasera ha mentito, sapendo di mentire. Ma ha potuto prendere in giro i telespettatori del resto d'Italia con una buona dose di populismo e non i palermitani che conoscono la storia recente della politica cittadina.

Da un lato c'è Fabrizio Corona, il "paparazzo" che rischia, dopo la decisione della Corte di Cassazione di annullare il "cumulo" deciso da GIP, di restare in carcere 13 anni anziché 9, colpevole di estorsione ai danni di diversi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport (inchiesta "Vallettopoli"). Dall'altro c'è Fabrizio Schettino, il comandante della Costa Concordia, per cui è stata richiesta una condanna a 26 anni di reclusione, accusato di essere stato il responsabile del naufragio che ha portato alla morte 32 persone. E, poi, c'è Alessio Burtone, condannato nel 2012 a 8 anni di reclusione per aver ucciso, con un pugno, un infermiera rumena nell'ottobre del 2010, a Roma, e uscito di galera dopo quattro anni, affidato

ai servizi sociali. Senza dimenticare i vari Michele Misseri (condannato a 8 anni di reclusione per concorso nella soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi) o Luigi Spaccarotella, il poliziotto che uccise il tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, condannato a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario. Tutto questo per un semplice pensiero: la giustizia italiana ha in sé dei corti circuiti che generano situazioni così diverse le une dalle altre. E l'omicidio, il reato più grave che ci sia, dovrebbe essere punito sempre e comunque più di qualsiasi altro reato. Infine, un pensiero su Corona: nessuna difesa per quello che ha commesso, però mi sorprende il fatto come i giudici siano così "cruenti" contro di lui: non è che tale rigidità è anche frutto della "mediaticità" del fotografo? 

Adoro la grammatica italiana. Perché non è "semplice" come quella inglese. Ad esempio per quanto riguarda l'articolo determinativo. È risaputo, infatti, che gli anglofoni ne usano uno ed uno soltanto: the. E con questo si sbrigano quando devono determinare qualcosa, che sia maschio, femmina o neutro. In Italiano, invece, ne abbiamo ben cinque, uno per ogni "occasione". E non finisce qui: perché bisogna saperlo affiancare come si deve e non sempre è così intuitiva la scelta. Ad esempio, uno degli errori più comuni è l'articolo prima di "pneumatico", tant'è che il quesito si trova spesso nei test di grammatica, anche (e soprattutto) universitari. Non è raro, infatti, che qualcuno toppi con "il pneumatico" (a proposito, su oponeo.it ne trovate quanti ne volete) e, di conseguenza "i pneumatici". In realtà, la soluzione è una ed una soltanto (perché la grammatica, come la matematica, non è un'opinione): lo pneumatico e gli pneumatici.

Dai, su, confessate: avete mai sbagliato, almeno una volta? E ora un'altra parola: alluvione. In questo caso siamo di fronte ad un dubbio che colpisce soprattutto i giornalisti quando c'è da dare (purtroppo) la notizia di una catastrofe ambientale: è maschio o femmina? Il problema non si pone quando bisogna utilizzare il sostantivo al singolare: l'alluvione. Ma se sono più di uno? La risposta esatta è, udite udite, "le alluvioni". Detto ciò, è giusto poi ricordare, sempre a proposito di articoli che: giammai bisogna usarli davanti ai nomi di città o piccole isole! Ed è sconsigliatissimo l'utilizzo per dare rapidità e concisione al discorso (esempio: "prendi carta e penna" e non "prendi la carta e la penna") e nelle esclamazioni ("Forza ragazzi"). Ed evitate, per carità, di utilizzare l'articolo prima dei nomi propri (il Marco, la Giulia...): si tratta di una cattiva usanza tipica del nord che lì deve restare.

Il Palermo ha chiuso il girone d'andata con 26 punti, gli stessi di Inter e Milan. Decimo posto in classifica, frutto di sei successi, otto pareggi e cinque sconfitte. E la domanda adesso è: qual è deve essere l'obiettivo dei rosanero dalla prossima partita fino alla conclusione del campionato? Punti alla mano, la Lazio - che occupa il 5° posto, ovvero l'ultimo valido per la qualificazione in Europa League - dista cinque punti. Il Cagliari - che si trova al terz'ultimo posto - è lontano ben dieci lunghezze. In pratica, la squadra di Iachini è più vicina all'Europa che all'inferno. Perché allora non (ri)cominciare ad essere ottimisti, con il principio che "comunque vada, sarà un successo"? Già, perché con gente come Paulo Dybala e Franco Vasquez non si può più temere di tornare

laddove i tifosi del Palermo hanno penato nella passata stagione. Il gap con le squadre che lottano per la salvezza (Parma, Cesena, Cagliari, Chievo e Empoli) è considerevole ed ora avremo la fortuna/sfortuna di un calendario inizialmente ostico per poi concludere con uno più agevole. Insomma, ci sono tutte le carte in regola per divertirci e credere in qualcosa di straordinario non costa nulla. Capisco la scaramanzia di Iachini & Co., che continuano a parlare di salvezza da raggiungere (e, visto come stanno andando le ultime tre, bastano meno di 40 punti), ma partite come quelle di sabato scorso (pareggio interno con la Roma che sa più di due punti persi che di uno guadagnato) dimostrano che la squadra rosanero ha entusiasmo da vendere e soprattutto ha la consapevolezza di essere "fastidiosa" per chiunque.